Questo è il mio nuovo lavoro, il nuovo disco della BandaJorona, gruppo che ho fondato ormai quasi venti anni fa. L'album, il terzo del gruppo, dal titolo di "Io so' me", è scritto quasi interamente da me e da Desirèe Infascelli, sia testo che musica, e presenta varie mie sfaccettature, sia musicalmente che biograficamente parlando, insieme ad un carattere di ricerca e sperimentazione di sonorità e atmosfere.
Questo mio nuovo progetto ha poco a che vedere con i lavori precedenti di BandaJorona; ma allo stesso tempo, naturalmente, ha moltissimo, quasi tutto a che vedere. Perché chi siamo noi, se non il bagaglio di ciò che accumuliamo nel corso delle nostre vite, le esperienze, i dolori, le assenze e le forti, determinanti presenze, la tanta musica ascoltata e le sottili, impercettibili, fondamentali influenze di tutto ciò che attraversiamo?
Come dice anche il testo di una canzone resa celebre da Gabriella Ferri e che amo a volte cantare: "Ognuno ha tanta storia, tante tracce nella memoria / tanto di tutto, tanto di niente, le parole di tanta gente"...
Alcuni, pochi preziosi compagni di viaggio conoscono i mondi che ho attraversato e che mi hanno formato: la canzone politica d'impegno (Ivan della Mea, quanto mi manca!), il folk urbano in tutte le sue declinazioni, il rock, quello buono, la strada, la politica attiva, la musica tradizionale dei paesi e dei "vecchietti", la cultura colombiana e più in generale latinoamericana, i vinili pieni di graffi rintracciati nei mercatini e gli appunti persi e ritrovati, tanto sui siti web sperduti nella rete, quanto negli armadi di metallo, entrambi preziosi archivi, frutto di lotte, di studi, di sudore di tante volenterose, intelligenti persone. E i miei cari studi archeologici, spesso intrisi di profumo di terra e di passi perduti, come più tardi quelli di antropologia culturale e (per forza!) di etnomusicologia. Le bande politiche, i cappelli e i viaggi, sempre un pò storti, un pò stanchi, così pieni di musica e d'amore per, più o meno, tutto.
Tutto questo trova eco nei brani di questo album: dalla title-track “Io so’ me”, che è una presa di posizione contro l'atteggiamento di una società massivamente giudicante, in particolare contro le donne, ma valido, ahimè, per tutti; a “Le scarpe nove”, costruita innestando un’atmosfera pasoliniana su una base elettronica, con la citazione campionata di Laura Betti in "Cristo al Mandrione"; dalle lunghe notti passate con Desirée nelle milonghe popolari della capitale che si ritrovano nel tango “La rosa sbagliata”, con le pennellature del sax di uno straordinario Daniele Sepe, fino al lusso di non cantare, ma solo declamare nel brano “I fascismi, ora.”, col testo scritto da me e da Carlo Catalisano, che contiene una nota citazione pasoliniana da "Vie Nuove" ed una musicale, dal "Quinto Regimiento" della Guerra Civile di Spagna interpretato da Pete Seeger.
Un regalo prezioso è "Il poema dei visionari", testo e musica di Mario Castelnuovo, che compare anche in voce; una visione onirica e poetica, da uno dei geniali "cantautori gentili". Una nota particolare la voglio infine riservare alla bonus track di quest’album, una versione del brano “Er sorcio e ‘r gabbianello” eseguita con chitarre e voce nell'inconfondibile sound da "Uomo Nero" del nostro caro amico Piergiorgio Faraglia, recentemente scomparso. Manchi, fratello mio: ma guarda, eccoti qui, non un grammo di potenza si è perso nel tuo passare altrove.

La formazione base della attuale BandaJorona vede Bianca “La Jorona” Giovannini alla voce, Desirée Infascelli alla fisarmonica e alla programmazione elettronica, e Daniele Ercoli al contrabbasso.
Ringrazio l'affettuosa, stimabile ègida di Mimmo Ferraro e della sua Squilibri che, con la consueta attenzione ai contenuti, ci offre in queste pagine, con il cd in allegato, l'opportunità di creare una narrazione tra parole, suoni e immagini, come libro ancor più che come progetto discografico; e con la traduzione in inglese, per viaggiare se possibile ancora più lontano. Un'altra persona a cui devo molto e che mi ha onorato di una nota introduttiva è Paolo Restuccia, scrittore e regista del programma RadioRai "Il Ruggito del Coniglio", che mi conosce e mi ha sostenuto in lunghi anni.
Preziosa la presenza e il sostegno di SCUP - Sport e Cultura Popolare, un luogo fisico, a Roma, e un collettivo umano ricchissimo, stimolante, che mi fornisce quotidiano supporto progettuale, pratico, immaginifico. Politica e cuore.
Il ricco progetto fotografico che accompagna il libretto è di Arianna Bonelli, una donna che penso abbia saputo leggere fra gli interstizi delle visioni musicali con un calore e un acume che mi stupisce ogni volta che sfoglio, di nuovo, le sue immagini.
E poi molti compagni di viaggio... permettermi qui di sottolinearne alcuni: ecco Desirèe Infascelli, sorella di vita e musica, Alberto Menenti, senza il quale non avrei avuto la possibilità di emergere dall'acqua del mio brodo primordiale privato, l'apporto sferzante e vitale di Gianluca Mattei. E Daniele Ercoli col suo cuore e il suo talento, Mario Castelnuovo come fratello maggiore e caldo porto sicuro, e tutti i molti camminanti che si sono succeduti nell'ensemble della BandaJorona, in primis quel geniaccio milanese di Davide Baldi. Tantissimi hanno supportato il progetto in molti modi, e la stima e l'affetto da cui siamo state travolte ci ha permesso di convertire i nostri miraggi in note concrete, in segmenti fissi, in una coerenza politica ed emotiva che resta per me, ancor di più in questo periodo storico, fondamentale, fondante.
Il mio desiderio è che questo lavoro possa partire da me ed arrivare altrove, trasformato, riappropriato da chi lo vorrà conoscere: uno spunto di riflessione, spero. O anche solo un'emozione.

Bianca Giovannini, la Jorona